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Particolarità
degli Champagne
L’eccezionalità dello Champagne è
dovuta sia a condizioni del tutto particolari di natura ambientale, sia a
metodi di lavorazione codificati dall’esperienza secolare e strettamente
regolamentati da norme e leggi dello Stato.
La situazione geografica
Il vigneto dello Champagne si trova all’estremità nord della
coltura della vite. Questa situazione dà alle uve:
• il tenore in esteri più elevato del mondo e, di conseguenza,
un complesso di profumi particolarmente fini e specifici;
• un livello in tannini molto contenuto.
Questi due elementi spiegano in gran parte la finezza e l’eleganza dei
vini di questa regione.
Il terreno
La costituzione geologica del terreno della regione Champagne è dovuta:
• in origine, alla presenza del mare in questa regione;
• al ritirarsi dell’acqua marina circa 70 milioni di anni fa,
che ha lasciato un sedimento gessoso (craie) dello spessore medio di 200 metri;
• ad un terremoto, attorno a 20 milioni di anni fa, che ha rotto la
crosta di gesso, sollevando il terreno e facendolo impregnare di elementi
marini e minerali;
• ad un terremoto di più forte intensità, circa 10 milioni
di anni fa, che ha portato alla formazione di un terreno collinare ricco di
valli.
La presenza di gesso con fossili marini (Belemnita quadrata) è l’elemento
essenziale delle caratteristiche particolari del sottosuolo della Champagne.
In effetti le sottili radici del ceppo di vite, conficcandosi profondamente
in questo tipo di gesso, ne assorbono gli elementi minerali di cui è
ricco e determinano la finezza inimitabile e la leggerezza del vino della
Champagne.
Questo gesso:
• ha il potere di immagazzinare, durante il giorno, e di restituire,
la notte, il calore del sole;
• assicura il drenaggio perfetto delle acque in eccesso;
• permette di assorbire l’eccesso di umidità nei periodi
piovosi,
restituendola poi lentamente e costantemente alle radici della vigna nel periodo
estivo, attenuando così gli effetti della siccità.
Infine è in questo gesso che la vigna della Champagne trova gli elementi
minerali che sono alla base della ricchezza di esteri già menzionata.
Il clima
È un clima di transizione, ove si fondono e si succedono, molto frequentemente,
il mite clima atlantico e il rigido clima continentale: una moltitudine di
microclimi, derivanti essenzialmente dalla conformazione ondulata del terreno
e dalla presenza di fitte foreste sulla cima dei rilievi collinari.
In più la presenza di foreste e di boschi sugli altopiani circostanti
trattiene una certa umidità e tende a stabilizzare le temperature:
è un ruolo moderatore essenziale, perché la vite deve il suo
sviluppo armonioso all’umidità costante.
Tuttavia questo clima, elemento determinante delle caratteristiche delle uve
della Champagne, costituisce anche una minaccia per le vigne, perché
questa regione non è al riparo:
• dalle gelate di primavera, che sino a fine maggio possono danneggiare
le promesse di raccolto;
• dagli sbalzi di temperatura che possono ugualmente ridurre le rese
per le interferenze che creano alla fioritura;
• da temporali e da grandinate, a volte violente e improvvise, capaci
di danneggiare ampie parti del vigneto.
Vedi Anche
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